Confederazione italiana agricoltori della provincia di Teramo - Patronato - Caf - Caa - Consulenza - Finanziamenti

Cerca

Vai ai contenuti

imprenditore agricolo professionale

L'imprenditore agricolo professionale

Requisiti dell'imprenditore agricolo
L'imprenditore agricolo professionale è quel soggetto che svolge la sua professione in ambito delle attività agricole definite dall'art. 2135 c.c. e che trae da essi almeno il cinquanta per cento del suo reddito e vi presta almeno il cinquanta per cento del suo tempo e che abbia le capacità professionali ai sensi dell'articolo 5 del Reg.Ce 1257/199. Ai fini del computo del calcolo del cinquanta per cento del reddito non valgono e quindi non devono essere computate nel calcolo, alcune fattispecie reddituali: pensioni; gli assegni, le somme o le indennità percepite per l'espletamento di cariche pubbliche; i compensi anche sotto la forma di Co.Co.Co. relativi a cariche in società, organismi, enti e associazioni del settore agricolo. Inoltre la normativa prevede che qualora l'imprenditore agricolo operi in territori riconosciuti svantaggiati dal Reg.Ce 1257/1999 (art.17) il requisito del cinquanta per cento sia ridotto al venticinque per cento.
Enti delegati all'accertamento del requisito
Occorre precisare che già la precedente normativa che definiva la figura dell'Iatp (imprenditore a titolo principale) contenuta nell'art.12 della Legge 153/1975 disponeva che: "Il requisito del reddito e quello inerente al tempo dedicato all'attività agricola è accertato dalle regioni". Molte regioni già con la precedente normativa avevano delegato agli Ispettorati provinciali la formazione degli Albi degli imprenditori agricoli. Ad esempio la Regione Toscana lo aveva fatto prima con la Legge Regionale 10/1989 e poi con la L.R. 6/1994. Già nella normativa precedente soprattutto dai Comuni in tema di accertamento Ici si sono visti accertamenti basati su "motu proprio" di tali Enti Locali che non hanno fatto riferimento all'Organo competente Regione e/o all'Ente Delegato (Provincia). Adesso con la nuova normativa dell'Iap si sostituisce a tutti gli effetti alla precedente norma sull'Iatp in quanto l'art.12 della Legge 9.5.1975 n.153 su citato viene abrogato. Le competenze in tema di accertamento con la norma contenuta nell'art.1 comma 2 del D.Lgs. 99/2004 rimangono invariate in quanto la norma recita: "Le Regioni accertano ad ogni effetto il possesso dei requisiti". L'unica eccezione in tema di accertamento rimane quella ai fini previdenziali in quanto: "È fatta salva la facoltà dell'Inps di svolgere … le verifiche ritenute necessarie ai sensi del Dpr 476/2001". Quindi anche per l'Iap la norma in tema di accertamento del requisito è chiarissima la competenza è delle Regioni e/o dagli Enti da esse delegati. Quindi sia ai fini fiscali (agevolazioni imposta di registro, agevolazioni ai fini Ici, agevolazioni in tema di costruzioni rurali ecc.) la varie Amministrazioni Finanziarie ed Enti locali dovranno fare riferimento alle Regioni e/o agli Enti da esse delegati (Province).
Requisito del reddito
Il calcolo del cinquanta per cento del suo reddito (ridotto al 25% in territori svantaggiati) per gli Enti (soggetti a bilancio),le società di capitali, le società in nome collettivo ed in accomandita semplice è fatta sul "reddito globale desumibile dal bilancio". Cosa ben diversa è per le società semplici e per le ditte individuali in quanto non sono tenute alla formazione del bilancio e il reddito fiscale viene determinato su base catastale. Molte amministrazioni regionali in tema di Iatp avevano risolto il problema facendo compilare una autocertificazione nella quale predisponeva una sorta di bilancio aziendale formato dalla Plv (Produzione lorda vendibile) agricola e zootecnica (verificabile nei dati Iva o Irap), le integrazioni di reddito, ecc. ed i costi aziendali (dati Iva o Irap e costo personale e contributivo). Il reddito così formato veniva poi verificato rispetto agli altri redditi presenti sulla dichiarazione dei redditi. È evidente che il suddetto procedimento non porta ad una determinazione civilisticamente corretta del bilancio aziendale (mi riferisco ai criteri di accertamenti dei costi pluriennali compreso l'ammortamento dei beni, il computo dei dati per competenza contabile), ma il suddetto sistema fino ad oggi ha consentito di dare una giusta collocazione degli imprenditori agricoli che in base alle risultanze Irpef potrebbero essere esclusi. In attesa dell'aggiornamento delle normative regionali si suppone che i su citati procedimenti siano riproposti.
Requisito del fattore tempo
L'Iap deve avere il requisito di prestare almeno il cinquanta per cento del suo tempo in attività agricole. Per la valutazione di questo requisito abbiamo comportamenti diversi tra le varie Regioni, ma addirittura in campo regionale ci sono criteri diversi nell'ambito provinciale. Su questo aspetto sarebbe opportuno che a livello di Commissione permanenteper i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano si definisse un numero di ore minime per l'Iap. Ad esempio 1728 ore totali: il requisito sarebbe soddisfatto con 864 ore dedite all'attività agricola. In attesa di evoluzioni legislative per il suddetto requisito, fermo il principio contenuto nella norma(art.1 D.Lgs.99/2004) rimandiamo alle norme regionali e provinciali.
Requisito delle capacità professionali
Questo aspetto è del tutto innovativo rispetto alla previgente disposizione sull'Iatp. Infatti il requisito ai fini della professionalità era aggiunto solo ai fini del rispetto delle norma comunitarie ed in particolare del Reg.Ce 1257/1999. Molte legislazioni regionali avevano introdotto il requisito come sottosezione dell'Iatp. Adesso nel Iap il requisito è il terzo elemento obbligatorio ai fini della qualifica. Il requisito si ottiene mediante titolo di studio: diploma di perito agrario, laurea di dottore agronomo e forestale, o qualora si dimostri di aver svolto in passato e per un congruo periodo continuativo l'attività di imprenditore agricolo (essendo iscritto alla gestione previdenziale o come Iatp o come Cd) o per esame.
Società agricole
Una sostanziale modifica normativa è avvenuta anche per le società che svolgono le attività agricole di cui all'art. 2135 c.c. La norma prevede che le società di persone, cooperative e di capitali, anche a scopo consortile possano essere a tutti gli effetti considerate Iap qualora: n abbiano il termine "Società agricola" inserito nella ragione sociale; n abbiano per oggetto "l'esercizio esclusivo delle attività agricole di cui all'art.2135 c.c". n nel caso di società di persone qualora almeno un socio sia in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale. Per le società in accomandita la qualifica si riferisce ai soci accomandatari; n nel caso cooperative almeno un quinto dei soci devono essere imprenditori agricoli professionali; n nel caso di società di capitali almeno un amministratore sia in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale.
Fonti normative
n Reg. CE 1257/1999
n D.Lgs. 213/2001
n Art. 2135 c.c.
n D.Lgs. 99/2004


INFORMAZIONI

Per la consulenza e spiegazioni
richiesta IAP


RIVOLGETEVI AL NOSTRO PERSONALE

HOME | CHI SIAMO | DOVE SIAMO | I SERVIZI | EVENTI | INTRANET | VENDO e COMPRO | Mappa del sito

Tutti i diritti sono riservati - Confederazione italiana agricoltori della provincia di Teramo - p.iva 00951830678 - OGGI è

Torna ai contenuti | Torna al menu